Rassegna Stampa del 6 aprile 2020

a
A cura di: GEOMETRA LUCA FE'

SANATORIA URBANISTICA, ALTRI PARTICOLARI: LA CONNESSIONE TRA LE OPERE E IL MANUFATTO OGGETTO DI ISTANZA

Consiglio di Stato: se viene richiesto il rilascio di un permesso di costruire riferito soltanto a talune delle opere realizzate e l’amministrazione riscontri l’esistenza di altre opere abusive, non scomponibili in progetti scindibili, ma funzionalmente connesse al perseguimento di uno scopo unitario, l’ente procedente non può accogliere una domanda riguardante singole opere, dovendo aversi riguardo al complessivo intervento all’uopo realizzato.
Abbiamo parlato, ultimamente, di sanatoria urbanistica e doppia conformità, anche negli approfondimenti dettagliati di Ermete Dalprato (sanatoria giurisprudenziale e accertamento di conformità).

A “rinforzo” del tema arriva l'ennesima sentenza interessante, stavolta del Consiglio di Stato (nr. 1848/2020 del 16 marzo), che affronta la sanatoria di opere connesse al manufatto oggetto di istanza di sanatoria, con considerazioni riguardanti la tipologia edilizia e il concetto di abitazione bi e tri-familiare.

BONUS FACCIATE: LE ISTRUZIONI PER SFRUTTARLO AL MEGLIO

Il Consiglio di Stato, nel confermare la sentenza del TAR, ha affermato che ai fini della decorrenza del termine per impugnare un provvedimento, la necessaria "piena conoscenza" non deve essere intesa quale "conoscenza piena ed integrale" del provvedimento stesso, dovendosi invece ritenere che sia sufficiente ad integrare il concetto la percezione dell'esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente, in modo da rendere riconoscibile l'attualità dell'interesse ad agire contro di esso.

Vi è dunque "piena conoscenza" quando si è consapevoli dell'esistenza del provvedimento e della sua lesività e tale consapevolezza determina la sussistenza di una condizione dell'azione, l'interesse al ricorso, mentre la conoscenza "integrale" del provvedimento (o di altri atti del procedimento) influisce sul contenuto del ricorso e sulla concreta definizione delle ragioni di impugnazione.

PER IMPUGNARE IL TITOLO EDILIZIO NON BASTA LA “VICINITAS”

L’Enea ha pubblicato il Vademecum in cui specifica quali requisiti tecnici devono avere gli interventi sottoposti all’obbligo d’invio.
Anche se al momento le principali attività in cantiere sono ferme, i progettisti possono “sfruttare” questo periodo per approfondire il funzionamento delle detrazioni fiscali legate alla riqualificazione dell’esistente, come il nuovo bonus facciate.

L’Enea, infatti, ha pubblicato un Vademecum sul Bonus Facciate in cui spiega per quali interventi è necessario l’invio dei dati all’Enea, quali sono i requisiti tecnici che bisogna assicurare e quale documentazione è necessario produrre.

LA PROCEDURA DELL’ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ TRA SPECIFICITÀ E ZONE D'OMBRA

Ermete Dalprato esamina l’istituto dell’articolo 36 del Testo Unico dell’Edilizia dal punto di vista procedimentale sottolineando che le “peculiarità” che lo contraddistinguono (in parte modificate rispetto alla stesura dell’originario articolo 13 della legge nr. 47/85 da cui deriva) celano alcune insidie e indeterminazioni che ne inficiano la certezza dell’applicabilità e ne mettono in luce anche alcune contraddizioni concettuali rispetto al dichiarato contenuto di vincolatività delle sue disposizioni.

PORTICATO IN CEMENTO ARMATO, TENUITÀ DEL FATTO E OMESSA DENUNCIA DEI LAVORI

È esclusa la ricorrenza della speciale causa di non punibilità ex art. 131-bis del Codice penale nel caso di concorrente violazione di legge urbanistica, antisismica e in materia di conglomerato cementizio armato anche se si tratti di un “piccolo porticato”.
La Corte di Cassazione penale, con la sentenza 02/03/2020, nr. 8335, ha richiamato il principio secondo il quale ai fini della applicabilità dell’art. 131-bis del Codice penale, nelle ipotesi di violazioni urbanistiche e paesaggistiche, la consistenza dell'intervento abusivo - data da tipologia, dimensioni e caratteristiche costruttive - costituisce solo uno dei parametri di valutazione, assumendo rilievo anche altri elementi.

Fonte: www.legislazionetecnica.it

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE IN TEMPO DI CORONAVIRUS: SOSPENSIONE DEI TERMINI

Tanti i dubbi sulla sospensione dei termini delle denunce di successione in tempo di Coronavirus: ai dubbi ha risposto il Ministero dell’Economia e delle Finanze nelle sue FAQ.
Tra le sospensioni degli adempimenti tributari dovute all’emergenza Coronavirus, vi è quella che riguarda il termine annuale per la presentazione della dichiarazione di successione da parte dei chiamati all’eredità, eredi e legatari.

Fonte: www.donnegeometra.it

TETTOIE MASCHERATE DA FINTI PERGOLATI: SENZA IL PERMESSO SCATTA L'ABUSO EDILIZIO! ECCO PERCHÉ

Quando un pergolato si può equiparare ad una tettoia? 
E, in tal caso, cosa succede se la realizzazione è stata fatta senza permesso di costruire?
Quando il pergolato viene coperto, nella parte superiore (anche per una sola porzione) con una struttura non facilmente amovibile è assoggettato alle regole dettate per la realizzazione delle tettoie (Cons. Stato, sez. IV, 22/08/2018, n. 5008; id. n. 306/2017), di conseguenza, serve il permesso di costruire.

Fonte: www.ingenio-web.it

URBANISTICA: INTERVENTI DI PAVIMENTAZIONE ESTERNA

Gli interventi di pavimentazione esterna, anche ove contenuti entro i limiti di permeabilità del fondo, sono realizzabili in regime di edilizia libera soltanto laddove presentino una entità minima, sia in termini assoluti, che in rapporto al contesto in cui si collocano e all'edificio cui accedono.
Solo in presenza di queste condizioni tali opere possono infatti ritenersi realmente irrilevanti dal punto di vista urbanistico ed edilizio, e quindi sottratte al controllo operato dal Comune attraverso il titolo edilizio.

Fonte: www.lexambiente.it

TETTOIA E MODIFICA COLLOCAZIONE FINESTRE: NON SI SCAPPA DAL PERMESSO DI COSTRUIRE

Non si può realizzare una tettoia e modificare l'ubicazione delle aperture in facciata senza permesso di costruire.
Lo si evince da quanto disposto dal Tar Lazio nella sentenza nr. 3329/2020, che ha confermato l'ordinanza demolizione intimata dal comune.

Fonte: www.ingenio-web.it

LA TRASLAZIONE DEL FABBRICATO RISPETTO AL PROGETTO ASSENTITO COSTITUISCE VARIAZIONE ESSENZIALE

Il Consiglio di Stato - sentenza 07/01/2020, nr. 104 - ha ritenuto che rientra nel concetto di "modifica sostanziale della localizzazione dell'edificio sull'area di pertinenza", e quindi di variazione essenziale assoggettabile a sanzione demolitoria in virtù del combinato disposto degli artt. 31 e 32, D.P.R. nr. 380/2001 (comma 1, lett. c), non solo lo spostamento del manufatto su un’area totalmente o pressoché totalmente diversa da quella originariamente prevista, ma anche ogni significativa traslazione dell'edificio in relazione alla localizzazione contenuta nelle tavole progettuali, capace di incidere sul rispetto delle prescrizioni normative in tema di distanze minime dalle strade o dai confini nonché sulla destinazione urbanistica dei suoli.

Fonte: www.legislazionetecnica.it