Rassegna Stampa del 22 giugno 2020

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A cura di: GEOMETRA LUCA FE'

PERMESSO DI COSTRUIRE: QUALI DIFFERENZE TRA PROROGA E RINNOVO? E PER QUANTO TEMPO SI PUÒ PROCRASTINARE?

Rinnovo e proroga del permesso di costruire non sono la stessa cosa ma ci vanno molto vicino, in ogni caso, la responsabilità decisionale spetta al comune, che può decidere se prorogare per una, due o “enne” volte un titolo abilitativo e per quanto; non può, invece, non rispondere alla richiesta di proroga.

Tutte queste interessanti conclusioni si evincono dalla sentenza nr. 634/2020 dello scorso 4 giugno del Tar Salerno, inerente al caso della seconda richiesta di proroga di un permesso (art. 15 dpr nr. 380/2001) per dei lavori di ristrutturazione di una casa (di durata triennale), al quale l'amministrazione comunale, che aveva concesso di procrastinare nella prima occasione, non ha risposto alla seconda con il conseguente ricorso.

SOTTOTETTO: A CHI APPARTIENE?

La Corte di Cassazione, con la Sentenza nr. 11184 dell’8 maggio 2017, ha stabilito, in tema di condominio, che la proprietà del sottotetto è, in primo luogo, determinata dai titoli di provenienza e, solo in difetto di questi ultimi, può ritenersi comune ex art. 1117 cc, se esso risulti in concreto, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, oggettivamente destinato (anche solo potenzialmente) all’uso comune o all’esercizio di un servizio di interesse comune.

EDILTECNICO: CONSUETO APPUNTAMENTO SETTIMANALE CON LA SELEZIONE DELLE MASSIME DI SENTENZE PER LE MATERIE DELL’EDILIZIA E DELL’URBANISTICA

Ricostruzione di un rudere, quando è ristrutturazione edilizia?
Muro di contenimento, che natura edilizia ha?
Pavimentazione destinata a parcheggio, ok in fascia di rispetto cimiteriale?
Onere della prova ultimazione lavori per avere una sanatoria
Comunicare l’avvio del procedimento per reprimere abusi edilizi, come funziona?

AUTORIZZAZIONI SISMICHE: UN PERGOLATO CON COPERTURA IN LAMELLE ORIENTABILI NON È PRIVO DI RILEVANZA

Prima, storica sentenza della Cassazione Penale che coinvolge il nuovo art. 94-bis del Testo Unico Edilizia, come modificato dal DL nr. 32/2019 (Sblocca Cantieri) in riferimento alle autorizzazioni sismiche da richiedersi (o meno) a seconda della rilevanza dell'opera in questione.
Prima, almeno, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle linee guida del MIT sugli interventi strutturali in zona sismica.

URBANISTICA: DECRETO LEGISLATIVO 10 GIUGNO 2020, NR. 48

Attuazione della direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica.

ABUSI EDILIZI, PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA, DOPPIA CONFORMITÀ E POTERE AMMINISTRATIVO: INTERVIENE IL TAR

Il potere amministrativo esercitato ai sensi dell'art. 36 (Accertamento di conformità) del D.P.R. nr. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia) ha natura dovuta e vincolata, in quanto condizionato, esclusivamente, all’accertamento dell’eventuale conformità delle opere abusive rispetto alla disciplina urbanistico-edilizia vigente al momento tanto della realizzazione delle stesse quanto a quello della presentazione della domanda (c.d. doppia conformità).

BONUS FACCIATE: DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE CHIARIMENTI SU INTERVENTI AGEVOLABILI E CAUSALE BONIFICO

Nell'attesa che il Decreto-legge 19 maggio 2020, nr. 34 (c.d. Decreto Rilancio) sia convertito in legge e che vengano approvati i provvedimenti attuativi per la fruizione dei c.d. Superbonus 110%, torna d'attualità il bonus facciate 90% previsto dalla Legge di Bilancio per l'anno in corso.
Nonostante la pandemia ne abbia rallentato e diminuito la portata applicativa, ad oggi il Bonus Facciate rappresenta un ottima soluzione per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna) ubicati in zona A (centri storici) o B (parti già urbanizzate, anche se edificate in parte).

CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE: ESONERO PER INTERVENTI SU EDIFICI UNIFAMILIARI

Secondo i giudici amministrativi l’esonero dal versamento del contributo di costruzione per interventi di ristrutturazione e ampliamento di edifici unifamiliari si applica solo alla “piccola proprietà immobiliare” e la base di calcolo della percentuale di ampliamento ammissibile non comprende i vani accessori.
Ai sensi dell’art. 17, D.P.R. 06/06/2001, nr. 380, comma 3, lett. b), il contributo di costruzione non è dovuto per gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento, in misura non superiore al 20%, di edifici unifamiliari (la disposizione riproduce in sostanza quanto già aveva previsto l’art. 9, L. nr. 10/1977, comma 1, lett. d).
Tale norma è stata interpretata con due recenti sentenze dai giudici amministrativi i quali, seguendo un analogo iter argomentativo, hanno fornito interessanti indicazioni sull’ambito di applicazione dell’esonero e sull’individuazione della base di calcolo della percentuale di ampliamento.

CONDONO EDILIZIO: IL COMUNE PUÒ CHIEDERE LA RATIFICA DELL'IDONEITÀ SISMICA DELL'OPERA

Il principio innovativo contenuto nella sentenza nr. 1098/2019 del CGARS, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia, è assolutamente rilevante perché abbraccia i condoni edilizi e l'idoneità sismica delle opere condonate.
Con la sentenza richiamata il CGARS osserva che la richiesta di certificazione antisismica da parte dell’Amministrazione comunale è perfettamente legittima, essendo prescritta dall’art. 4, comma 4, legge nr. 68/1988, a mente del quale il rilascio della concessione in sanatoria è subordinato al deposito, presso l’Ufficio del Genio Civile, dell’eventuale progetto di adeguamento alle norme tecniche vigenti e comunque all’acquisizione della certificazione di idoneità sismica.

TESTO UNICO EDILIZIA 2020: SEMPLIFICAZIONE IN VISTA?

Le prospettive sono sempre le migliori: un nuovo Testo Unico per l'Edilizia al passo con i tempi, più snello e che possa favorire in modo concreto la ripresa delle attività, la rigenerazione urbana e lo snellimento delle procedure.
A distanza di 19 anni dalla sua entrata in vigore (agosto 2001), il D.P.R. nr. 380/2001 con le sue centinaia di migliaia di interventi della giustizia di ogni ordine e grado, potrebbe essere pensionato a favore di un nuovo Testo Unico con meno articoli (dovrebbero essere oltre 130 paragonabili agli attuali 138) di cui ormai si parla da diversi anni e il cui lavoro potrebbe essere arrivato nella sua fase conclusiva.

DEMOLIZIONE, RICOSTRUZIONE E LIMITE DI DISTANZA TRA FABBRICATI

I giudici hanno ricordato che secondo la costante giurisprudenza (vedi C. Stato 14/09/2017, nr. 4337; C. Stato 23/06/2017, nr. 3093; C. Stato 08/05/2017, nr. 2086), la disposizione contenuta nell’art. 9 del D.M. nr. 1444/1968 sulla distanza di dieci metri che deve sussistere tra edifici antistanti, ha carattere inderogabile, poiché si tratta di norma imperativa, la quale predetermina in via generale ed astratta le distanze tra le costruzioni, in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza.
Tali distanze sono coerenti con il perseguimento dell'interesse pubblico e non già con la tutela del diritto dominicale dei proprietari degli immobili finitimi alla nuova costruzione, tutela che è invece assicurata dalla disciplina predisposta, anche in tema di distanze, dal Codice civile.
Tuttavia, la disposizione del n. 2 dell’art. 9, D.M. nr. 1444/1968 riguarda “nuovi edifici”, intendendosi per tali gli edifici “costruiti per la prima volta” e non già edifici preesistenti, per i quali, in sede di ricostruzione, non avrebbe senso prescrivere distanze diverse.

URBANISTICA: SOGGETTI CONTROINTERESSATI AL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE

In sede di rilascio del titolo abilitativo edilizio, il Comune non può esimersi dal verificare il rispetto, da parte dell'istante, dei limiti privatistici sull'intervento proposto, ciò tuttavia vale solo nel caso in cui tali limiti siano realmente conosciuti o immediatamente conoscibili e/o non contestati, di modo che il controllo da parte del Comune si traduca in una mera presa d'atto, senza necessità di procedere a un'accurata e approfondita disamina dei rapporti tra privati.
Non sussiste, ai sensi dell'art. 7, L. nr. 241 del 1990, l'obbligo di notiziare dell'attivazione del procedimento per il rilascio del titolo edilizio i soggetti viciniori dell'istante i quali, pur essendo legittimati all'impugnazione, non rivestono nemmeno la qualifica di controinteressati in senso tecnico.