Rassegna Stampa del 15 giugno 2020

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A cura di: GEOMETRA LUCA FE'

ILLEGITTIMITÀ DEL DINIEGO DI PERMESSO DI COSTRUIRE PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE

Va annullato il diniego del permesso di costruire che non specifichi dettagliatamente le ragioni che impediscono la edificazione e non indichi esplicitamente le norme urbanistiche in contrasto con il progetto presentato.
Il TAR Puglia-Lecce, con la sentenza 24/03/2020, nr. 357, ha richiamato l’orientamento giurisprudenziale prevalente secondo il quale il diniego di permesso di costruire deve motivare l'effettivo contrasto tra l'opera realizzata e gli strumenti urbanistici.

Tale contrasto deve essere evidenziato in maniera intelligibile, al fine di consentire al soggetto interessato di impugnare l'atto davanti al Giudice amministrativo, denunziando non solo i vizi propri della motivazione, ma anche le errate interpretazioni delle norme urbanistiche valutate con il giudizio di non conformità.

URBANISTICA: REATO DI CUI ALL'ART. 95 DEL D.P.R. 6 GIUGNO 2001, NR. 380

Il reato di cui all'art. 95 del d.P.R. 6 giugno 2001, nr. 380, può essere commesso da chiunque violi o concorra a violare gli obblighi imposti dalla legge per l'esecuzione di interventi edilizi in zone sismiche e, quindi, anche dal proprietario committente delle opere che abbia omesso di vigilare sull'attività del professionista incaricato del deposito presso gli uffici competenti del progetto antisismico.

EDILTECNICO: CONSUETO APPUNTAMENTO SETTIMANALE CON LA SELEZIONE DELLE MASSIME DI SENTENZE PER LE MATERIE DELL’EDILIZIA E DELL’URBANISTICA

Attività di autotrasporto, si può realizzare in zona agricola?
Sequestro penale abusivo, è di ostacolo alla demolizione?
Proroga del permesso di costruire, quale ampiezza temporale?
Ordine di demolizione, richiede specifica valutazione di interesse pubblico?
Permesso di costruire in deroga, è applicabile il silenzio-assenso?

CORTE DI CASSAZIONE: ANCHE I VANI INAGIBILI PRODUCONO REDDITO

I vani inagibili producono reddito e bisogna tenerne conto nell’attribuzione della corretta categoria catastale.
È la conclusione cui è giunta la Cassazione che con la sentenza in esame ha messo fine a un contenzioso sorto tra un contribuente e l’Agenzia delle Entrate.

LA RESPONSABILITÀ DEL TECNICO NELLE FALSE ATTESTAZIONI O DICHIARAZIONI SI SOVRAPPONE AL FALSO IDEOLOGICO

Il legislatore impone al professionista abilitato (ingegnere, architetto o geometra iscritto ad un albo professionale) una serie di accertamenti di conformità e riconosce il ruolo di soggetto esercente un servizio di pubblica necessità, ruolo dal quale discendono delle responsabilità in campo penale.
La Corte di Cassazione, Sez. III, con la Sentenza nr. 10917 del 01 aprile 2020, ha nuovamente evidenziato, che il reato di cui all’art. 20, comma 13, Dpr 6 giugno 2001, nr. 380, che punisce le false dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni circa l’esistenza dei requisiti e presupposti per il rilascio del permesso di costruire, ha un ambito applicativo che si sovrappone interamente alla fattispecie di falso ideologico in certificati commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità (art. 481 cod. pen.) e di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.), di cui assorbe il disvalore, e si consuma quando oggetto di asseverazione non siano esclusivamente fatti che cadono sotto la percezione materiale dell’autore della dichiarazione, ma giudizi.

RIPETITORE SUL LASTRICO SOLARE? IL QUORUM PER DELIBERARE DIPENDE DALLA NATURA DEL CONTRATTO

Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenze nr. 8434 e nr. 8435 del 2020) decidono, con due sentenze sostanzialmente uguali che dettano identici principi di diritto, l’insorta questione circa le maggioranze necessarie per l'approvazione di un contratto con cui il condominio concede ad una società di telefonia, o similare, l'uso del lastrico solare comune per l'installazione su di esso di un ripetitore.

SANATORIA EDILIZIA E OBBLIGO DI VERIFICA SISMICA: LE CONSEGUENZE

Il permesso di costruire in sanatoria col quale il comune ha concesso l’accertamento di conformità per una tettoia-copertura e dell’ampliamento del vano di accesso al terrazzo in cui la tettoia è stata realizzata senza previa verifica sismica è un atto illegittimo.
Lo ha chiarito il Tar Napoli nell'interessante sentenza nr. 1935/2020 dello scorso 22 maggio, che va ad abbracciare diversi ambiti della normativa urbanistica.
È assai interessante la sentenza richiamata in quanto esamina i molteplici aspetti che possono coinvolgere un procedimento di sanatoria; oltre alle questioni prettamente urbanistico - edilizie, i giudici amministrativi si occupano degli aspetti paesaggistici, sismici, del corretto iter procedimentale, della rappresentazione documentale, ecc., ecc..

PRESTAZIONE ENERGETICA IN EDILIZIA: IN ARRIVO NUOVE DISPOSIZIONI SU APE, RELAZIONE TECNICA E REQUISITI

Nel Decreto che recepisce la Direttiva nr. 844/2018/UE, obbligo di inserire la data del sopralluogo nell’Attestato di prestazione energetica, nuovi requisiti per l’integrazione negli edifici delle infrastrutture per i veicoli elettrici e altre rilevanti novità.
È stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, il Decreto che attua la Direttiva 30/05/2018, nr. 844 (vedi Nuove norme UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (Dir. 2018/844)) e apporta significative modifiche al D. Leg.vo nr. 192/2005 al fine di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici.
Tra le numerose modifiche si segnalano in questa sede le disposizioni che riguardano alcuni aspetti ritenuti di particolare interesse (per altre indicazioni generali vedi anche Prestazione energetica nell’edilizia: schema del Decreto attuativo della Dir. Nr. 844/2018/UE).

ONERI DI CONCESSIONE IN SANATORIA: PER IL CALCOLO VALE IL MOMENTO DELLA DOMANDA O DEL RILASCIO?

Il Consiglio di Stato, con la sentenza nr. 2680/2020, ribadisce che gli oneri di concessione vanno calcolati al momento del rilascio del titolo in sanatoria e non della presentazione della domanda.
I Giudici convengono che è soltanto nel momento dell’adozione del provvedimento di sanatoria che il manufatto diviene legittimo ed è quindi in quel momento che concorre alla formazione del carico urbanistico che costituisce il presupposto sostanziale del pagamento del contributo.

BONUS FACCIATE: DUE CHIARIMENTI DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE

L’azienda pubblica che restaura la facciata di alcuni dei suoi immobili e, facendolo, effettua anche la riqualificazione energetica dell’involucro degli stessi, può avvalersi di una sola delle relative agevolazioni (eco o facciate bonus).
Mentre, i contribuenti che rinnovano l’aspetto di un edificio situato in un area assimilabile alle zone A e B descritte nel decreto nr. 1444/1968 (dove gli immobili agevolati devono ricadere), per accedere al bonus, devono ottenere una certificazione urbanistica dall’ente competente e non da un semplice professionista.
Sono, in estrema sintesi, le conclusioni raggiunte dall’Agenzia delle entrate nelle risposte nnr. 179 e 182, dell’11 giugno 2020.