Rassegna stampa del 14 aprile 2020

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A cura di: GEOMETRA LUCA FE'

URBANISTICA: ANNULLAMENTO D'UFFICIO DI UN TITOLO EDILIZIO ILLEGITTIMO

Il mero decorso del tempo non consuma il potere di adozione dell’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio illegittimo, e, in ogni caso, il termine ragionevole decorre dal momento della scoperta, da parte dell’amministrazione, dei fatti e delle circostanze posti a fondamento dell’atto di ritiro.

Non è possibile che si formi un legittimo affidamento sulla stabilità di un titolo edilizio illegittimo, ma favorevole al privato, (concessione in sanatoria), ove sia frutto di una non veritiera rappresentazione dei fatti da parte dello stesso privato.

ORDINE DI DEMOLIZIONE TARDIVO: L’INERZIA DELLA P.A. NON DETERMINA IL LEGITTIMO AFFIDAMENTO

Secondo il TAR Basilicata sussiste il requisito dell’attualità dell’ordine di demolizione anche a distanza di un lungo lasso di tempo dalla commissione dell’abuso edilizio e l'inerzia della PA non genera alcun legittimo affidamento.

Il TAR Basilicata, con sentenza 03/03/2020, nr. 185,  ha respinto il ricorso affermando che il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell’abuso edilizio ed il protrarsi dell’inerzia dell’Amministrazione preposta alla vigilanza non determinano alcun legittimo affidamento, sia perché le persone, che hanno realizzato abusivamente un intervento edilizio, sono consapevoli di aver commesso un’illegittimità, sia perché il potere repressivo degli abusi edilizi, essendo un potere vincolato privo di alcuna discrezionalità, non necessita di una particolare motivazione, quand’anche sia stato esercitato dopo lungo tempo dalla commissione dell’abuso edilizio.

PERMESSO DI COSTRUIRE ED ALTRI TITOLI EDILIZI: MARITO E MOGLIE COMPROPRIETARI SONO LEGITTIMATI ALLA RICHIESTA

Il Consiglio di Stato spiega le regole sulla legittimazione a chiedere il rilascio del titolo edilizio da parte del comproprietario del bene.
Tra moglie e marito: tutti e due possono chiedere il permesso di costruire per la casa in comproprietà.
Lo ha chiarito il Consiglio di Stato nell'interessante sentenza nr. 1766/2020 dello scorso 12 marzo, dove si sottolinea che la comproprietà tra coniugi non è una comproprietà in cui ciascun compartecipante è titolare di una quota pari ad 1/2 del bene ma un istituto particolare (cosiddetto di tipo “germanico”) senza quote.

In sostanza, si può solo dire che tutti i soggetti sono comproprietari dell’intero bene, pertanto, ciascun coniuge deve ritenersi legittimato a presentare anche uti singuli l’istanza ad aedificandum, avendo la stessa, peraltro, effetti favorevoli anche nei confronti del coniuge rimasto inerte.

Fonte: www.ingenio-web.it

EDILTECNICO: CONSUETO APPUNTAMENTO SETTIMANALE CON LA SELEZIONE DELLE MASSIME SENTENZE PER LE MATERIE DELL'EDILIZIA E DELL'URBANISTICA

Ascensore esterno, serve permesso di costruire?
Compatibilità paesaggistica postuma e incremento di superficie di pavimento.
Permesso di costruire con silenzio-assenso, si può richiedere anche il provvedimento cartaceo?
Repressione degli abusi edilizi, che natura e caratteristiche hanno i provvedimenti?

Decadenza del permesso di costruire, come va accertata e dichiarata?

URBANISTICA: SOSPENSIONE DELL'AZIONE PENALE E SANATORIA

La sospensione dell'azione penale relativa alle contravvenzioni urbanistiche finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria, imposta dall'art. 45, co. 1, del d.P.R. 6 giugno 2001, nr. 380, in relazione al precedente art. 36, co. 3, non può superare i sessanta giorni previsti da tale ultima disposizione, anche se l’iter amministrativo sia di fatto proseguito.

ASCENSORE ESTERNO, QUANTE LIBERTA': BASTA LA SCIA E LE DISTANZE NON CONTANO

Tar Lombardia: l’installazione di un ascensore all’esterno di un condominio non richiede il permesso di costruire, trattandosi della realizzazione di un volume tecnico.

Il Tar infatti chiarisce che “ai sensi del combinato disposto degli articoli 78 e 79 del D.P.R. nr. 380/2001, le opere dirette all’abbattimento delle barriere architettoniche possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, salvo l’obbligo di rispetto delle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile. Non risulta, dunque, applicabile in tali casi la previsione di cui all’articolo 9 del D.M. 1444/1968” (T.A.R. Lombardia, Milano, II, 17 luglio 2019, nr. 1659).

CAMBIARE LA DESTINAZIONE D'USO: IL DOSSIER ANCE SULLE LEGGI REGIONALI

Tra le domande di interesse quasi quotidiano in materia edilizia-urbanistica ci sono senz'altro quelle riferite a come si può cambiare la destinazione d'uso di un immobile; tra queste:
Quali sono i cambi di destinazione d’uso che necessitano di un permesso di costruire e quali invece sono eseguibile tramite SCIA , CILA o rientrano in attività di edilizia libera?
Quando un mutamento comporta la necessità di pagare gli oneri di urbanizzazione?

L'ANCE, nel suo dossier Le leggi regionali sui cambi di destinazione d’uso aggiornato all'8 aprile 2020, risponde mettendo a confronto le diverse normative regionali.

DECADENZA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE E NECESSITÀ DI PROVVEDIMENTO ESPRESSO

In proposito il TAR Campania, Napoli, con la sentenza 03/04/2020, nr. 1322, ha affermato che la perdita di efficacia del titolo edilizio per mancato inizio o ultimazione dei lavori nei suddetti termini deve essere accertata e dichiarata con formale provvedimento del competente organo comunale all’esito di apposita istruttoria, anche ai fini del necessario contraddittorio con il privato circa l’esistenza dei presupposti di fatto e di diritto che legittimano la declaratoria di decadenza.

ASCENSORE IN CONDOMINIO: SERVE L'UNANIMITA'? E' NECESSARIO UN PORTATORE DI HANDICAP

Ad entrambi i quesiti il Consiglio di stato risponde negativamente, ribaltando interamente la sentenza di prime cure del T.A.R. Lombardia.
Secondo i giudici di palazzo Spada non può condividersi quanto sostenuto dal primo giudice in relazione al fatto che l’intervento edilizio in questione non potesse prescindere dall’acquisizione del consenso della maggioranza dei condomini dello stabile interessato, come previsto dalla normativa civilistica in materia di innovazioni condominiali (art. 1120 cod. civ.).
Del pari non merita condivisione il ragionamento operato dal primo giudice in ordine alla presunta assenza dei requisiti soggettivi di disabilità in capo ad almeno uno dei proprietari richiedenti.

Fonte: www.studiolegalemarella.it

SCIA, CILA E CORONAVIRUS: FOCUS SULLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Cosa è cambiato in questi giorni?Che fine hanno fatto pratiche in corso e quali procedure sono state prorogate?Riprendiamo (con un breve riassunto) uno dei temi forti dell'attività edilizia. 

Fonte: www.ediltecnico.it

URBANISTICA: ONERI CONCESSORI E CAMBIO D'USO

TAR Puglia (BA) Sez. III nr. 348 del 2 marzo 2020.Ove non si autorizzi ex novo una costruzione a uso residenziale ma si realizzi un mutamento di destinazione d’uso senza opere, cioè meramente funzionale, dovrà tenersi conto - nella quantificazione degli oneri - degli stardards già garantiti; giacché, diversamente opinando, si determinerebbe un ingiustificato aggravio a carico dei richiedenti e un indebito arricchimento a vantaggio del Comune.

Fonte: www.lexambiente.it